Perché esiste Anno Zero
Le startup italiane sono difficili da vedere tutte insieme. Esistono elenchi, ma sono vecchi: aziende chiuse da due anni, round mai aggiornati, indirizzi che portano a un citofono sbagliato. Chi cerca lavoro, chi cerca fornitori, chi vuole capire dove si sta muovendo qualcosa finisce a rimettere insieme i pezzi a mano, un profilo LinkedIn alla volta.
Anno Zero è una mappa: 229 aziende in 52 città, con quello che hanno raccolto, quando, da chi — e soprattutto chi sta assumendo adesso. Oggi le posizioni aperte sono 404, in 48 aziende, e arrivano dai loro stessi sistemi di selezione, non da un annuncio ricopiato.
Cosa vuol dire “anno zero”
È il momento in cui un'azienda comincia: nessuna storia alle spalle, tutto da dimostrare. Ci è sembrato il nome giusto per un progetto che parte dalla stessa posizione — e per una mappa che guarda chi sta cominciando con la stessa attenzione che riserva a chi è già grande.
Come stanno insieme i dati
Ogni scheda ha delle regole, e sono più severe di quanto convenga. Un'azienda senza un sito raggiungibile non entra: se il dominio è morto non si verifica niente, e chi apre la scheda trova un vicolo cieco. L'indirizzo è quello pubblicato dall'azienda; se non c'è, è la sede legale della visura camerale, cercata per partita IVA e non per nome — di società con lo stesso nome ce n'è più d'una, e prendere la sbagliata significa attribuire a qualcuno il bilancio di un altro.
Il fatturato è arrotondato, perché viene da un bilancio depositato mesi fa e la cifra al centesimo darebbe una precisione che il dato non ha. I loghi li ospitiamo noi, così la pagina non chiama servizi esterni ogni volta che si apre. E quando un dato automatico non convince, il campo resta vuoto: meglio una casella bianca che una casella plausibile e falsa.
Cosa non è
Non è una classifica, non vende visibilità e non ha una versione a pagamento per comparire più in alto. Non è nemmeno completo: mancano aziende, e ne mancheranno sempre. Se ne conosci una che dovrebbe esserci — segnalala. Se un dato è sbagliato, dillo: si corregge al giro successivo.